Ma era davvero Stefano Borletti suo padre? Siamo ormai arrivati al 1994, Isabella si avvia al compimento dei 18 anni, ed è disposta ad andare fino in fondo in nome di un sacrosanto Diritto alla Verità. Il test di paternità eseguito dalle Autorità svizzere è inappellabile : la paternità è provata al 99,96%, non esiste ragionevole dubbio. Senza farsi intimorire dalle minacce, o farsi comprare dalle offerte di denaro e da qualche parola dolce arrivata troppo tardi, Isabella chiede e ottiene dalle Autorità di il riconoscimento. E così, appena maggiorenne, accanto al cognome di sua mamma, che porta con fierezza, ne assume un secondo fin troppo famoso, associato ad un impero economico di cui lei non vuole sapere nulla e purtroppo alla figura di un padre che le ha riservato solo odio e umiliazioni. Ma è il simbolo duramente conquistato di una tenace lotta per la Verità e la Dignità, di una vittoria contro l’Ipocrisia e l’Ingiustizia.
Stefano B. però non è il genere di uomo che sa perdere con stile. Il suo contrattacco è feroce e ingeneroso, e approfitta senza scrupoli della debolezza economica di una studentessa alle prese con i costi di un’istruzione universitaria. Ad ogni concessione che il giudice svizzero fa a sua figlia lui contrappone scuse indecenti per non pagare. La mette in difficoltà con i professori, la critica continuamente nonostante la media elevatissima ottenuta negli esami, le manda lettere intimidatorie. E’ invidioso, perché i figli avuti dalla moglie svizzera, tra vacanze da nababbi e scuole di lusso, purtroppo non promettono altrettanto bene. E’ meschino, perché ogni vittoria della figlia che non ha contribuito a crescere è una sua personale, bruciante sconfitta.
Per fortuna la Giustizia gli da torto, a più riprese. Stefano Borletti è condannato in più occasioni, non osa più nemmeno presentarsi ai processi. E non trovando di meglio da fare passa alla diffamazione cercando di stroncare la brillante carriera di sua figlia, gettando fango su quella stessa donna che, più di trent’anni prima, aveva corteggiato e amato sotto il cielo etiope.
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