Isabella cresce sana, animata da una viva intelligenza, sensibile e generosa. Vive con la mamma modestamente, ma con grande dignità, frequentando gente per bene e le migliori Scuole. Peccato che quando la Piccola chiede alla sua Mamma: “Perchè il mio Papà non mi vuole mai vedere?” a Luciana mancano le parole.
Perchè?
Perchè?
Perchè?
Di quale colpa si è macchiata questa giovane madre? Di non aver voluto uccidere sua figlia in grembo? Che colpa ha questa bambina di essere nata? Stefano almeno in questo ha mantenuto fedelmente la sua parola: non ha mai aiutato a pagare una bolletta , non si è mai fatto vedere.
Ma suo padre Mario Borletti, il nonno di Isabella, è venuto a sapere dell’esistenza di questa sua nipotina abbandonata a se stessa. Si commuove, telefona loro: “Non posso non rispettare la decisione di mio figlio, che sta per sposare una ragazza svizzera. Sarebbe uno scandalo. Ma devo anche ascoltare la Voce della mia Coscienza: oggi non vi posso aiutare ma voglio promettervi dei soldi in eredità. Non dovrete più preoccuparvi del futuro”.
Qualche anno dopo, siamo nel 1988, Mario Borletti muore, e arrivano dei giornalisti anche da Luciana, che cade dalle nuvole . Chi li ha mandati da lei? Chiedono se sia vera la storia di una “nipote segreta” dell’Industriale , parlano di una immensa eredità da 200 miliardi di lire. A lei e ad Isabella non interessano questi soldi (che mai arriveranno), anzi è forse meglio che la piccola non ne sappia nulla, ha già sofferto abbastanza. Il vero problema è che Isabella, ormai adolescente, chiede ancora di suo padre. E’ orgogliosa e tenace come la sua mamma, ma non vuole rinunciare al diritto di conoscere l’uomo che l’ha procreata e abbandonata. Tra sè e sè trova ancora parole per perdonarlo, per giustificarlo. Vorrebbe anche conoscere i fratellini nati dalla moglie Svizzera, sente che con loro potrebbe nascere un legame vero e profondo. E finalmente a 16 anni ottiene il Privilegio di incontrarlo, con la condizione umiliante che sua madre sia esclusa dall’incontro.
Si tratta di un semplice pranzo, ma Isabella ne esce distrutta, non si aspettava tanta implacabile freddezza, tanta cattiveria: ogni parola, ogni sguardo di Stefano significa “non sei mia figlia, scompari dalla mia vita”. Proverà a scrivergli, proverà almeno a fargli gli auguri per il compleanno, alla fine rinuncerà ad ogni rapporto: il suo destino è di non avere un padre.
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Ciao, so che questo blog risale al 2009 e probabilmente non leggerai mai questo messaggio. Ma se per caso leggessi questo messaggio, per favore rispondi. La tua storia è anche la mia storia, e ho ragione di credere che condividiamo il nostro padre biologico.
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